Ecco il volantino della festa di sabato.
mercoledì 17 ottobre 2012
Festa di solidarietà internazionale con la Grecia!
People of Europe, Rise Up!
Sabato 20 Ottobre, dalle ore 20:00
Casa del Popolo "Canciani" di Sottolongera, via Masaccio 24
(raggiungibile con gli autobus 35, 35/ e linea notturna B)
(raggiungibile con gli autobus 35, 35/ e linea notturna B)
| La Grecia è l’avanguardia della lotta di classe in Europa. Agli attacchi della borghesia nazionale ed internazionale, ed alle condizioni capestro imposte dalla troika, i lavoratori e i giovani greci hanno risposto con 19 scioperi generali, occupando le piazze, le fabbriche, i luoghi di lavoro e di studio. In occasione dell'arrivo a Trieste di Angelos Irakleidis, giovane compagno di Syriza e membro del comitato di redazione del giornale marxista EPANASTASI (Rivoluzione) i Giovani Comunisti di Trieste organiz
zano una festa di solidarietà con il popolo greco il cui ricavato andrà interamente a finanziare l'attività politica dei compagni greci.
Birrette, vino e cocktail a prezzi popolari! Banchetto con materiale politico, libri e riviste!
DJ ULTRAVOX in consolle!
Organizzano i Giovani Comuniste/i di Trieste |
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sabato 13 ottobre 2012
1990- 2012: Dalle lotte della Pantera al movimento Occupy
Martedì 16 Ottobre, ore 18:30
presso la sede del PRC in Via Tarabochia 3 (primo piano)
| Vent'anni di resistenza sociale e di conflittualità politica Spunti di riflessione sulle battaglie che ci aspettano. Negli ultimi vent'anni non c'è stato solo Berlusconi: gli sconvolgimenti globali che hanno accompagnato la fine della Guerra Fredda, infatti, hanno determinato sconquassi di ogni genere, e le dinamiche della lotta politica si sono completamente trasformate. Proteste studentesche, lotte sindacali, movimenti sociali: le forme della conflittualità si sono profondamente modificate, nel quadro di
un capitalismo planetario in cui le ragioni dei più forti si sono imposte senza eccezioni significative, ma non senza resistenze.
// Quali sono state le strade imboccate dalle nuove forme dell'antagonismo? // Quali forme hanno assunto le lotte contro la crisi in cui si dibatte il sistema // Quali forze politiche e sindacali hanno dimostrato di non volersi piegare? // Qual'è la rivoluzione possibile cui non smette di pensare chi si ostina a scendere in piazza?? Introdurrà Gabriele Donato, ricercatore di Storia Contemporanea |
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mercoledì 19 settembre 2012
Solidarietà ai lavoratori della Sertubi-Jindal
Pubblichiamo di seguito il testo del comunicato che i lavoratori e le lavoratrici della Sertubi di Servola stanno distribuendo in queste ore dal banchetto in Piazza della Borsa.
Domani, giorno 20 settembre, alle ore 10, i lavoratori organizzeranno un'assemblea pubblica per sensibilizzare i cittadini sulla loro situazione.
Come Giovani Comuniste/i di Trieste invitiamo tutti i compagni e la cittadinanza a partecipare e portiamo la nostra solidarietà alla giusta lotta di quei lavoratori.
Il problema del futuro industriale di questa città non è interesse solamente degli operai (che giustamente chiedono lavoro e garanzie sul proprio futuro) ma deve essere interesse anche dei giovani, degli studenti, dei precari e dei disoccupati di questa città.
Domani, giorno 20 settembre, alle ore 10, i lavoratori organizzeranno un'assemblea pubblica per sensibilizzare i cittadini sulla loro situazione.
Come Giovani Comuniste/i di Trieste invitiamo tutti i compagni e la cittadinanza a partecipare e portiamo la nostra solidarietà alla giusta lotta di quei lavoratori.
Il problema del futuro industriale di questa città non è interesse solamente degli operai (che giustamente chiedono lavoro e garanzie sul proprio futuro) ma deve essere interesse anche dei giovani, degli studenti, dei precari e dei disoccupati di questa città.
Siamo lavoratori della Sertubi-Jindal Italia
Fim-Cisl Fiom-CGIL Uilm-Uil di Trieste
Siamo qui in piazza per raccontarvi quello che ci sta succedendo. Siamo un'azienda con 208 dipendenti e con un indotto di 8 aziende per un totale di altri 320 lavoratori.
Il nostro datore di lavoro dott. Leonardo Montesi ci ha lasciato in cassa integrazione da gennaio 2012, a rotazione, illudendoci che fosse un periodo di transizione.
Domenica 9/9/2012 ha dichiarato sul Piccolo che creerà un deposito e non continuerà la produzione di tubi.
Ieri 18/9/2012 ci ha comunicato che vista l'incertezza sul futuro della Ferriera (che dà alla Sertubi la ghisa liquida per produrre i tubi), si riserva di decidere cosa fare del nostro futuro e di quello di quest'azienda.
Siamo qui per farti immaginare cosa vorrà dire per la nostra città, altri lavoratori senza reddito:
- meno consumi (specie di prodotti non di prima necessità), quindi chiusura di altri esercizi pubblici
- niente ingresso ai cinema, stadio, palestre, niente autovetture
- non si potranno pagare le bollette, mutui, affitti
- meno sicurezze per i nostri figli.
Noi chiediamo solidarietà ai commercianti triestini, esponendo in vetrina questo volantino.
Ai cittadini chiediamo di passare al nostro gazebo, discutendo con noi qualche minuto, aiutandoci così a far capire alle istituzioni il dramma che Trieste vive con i 12.000 disoccupati e di nuovi che arriveranno a breve.
Ai lavoratori che hanno perso il posto di lavoro, oppure lo stanno per perdere, chiediamo di partecipare all'assemblea pubblica presso il nostro gazebo domani 20 settembre dalle 10 in poi.
Uniamo i lavoratori delle aziende in crisi e quelli disoccupati per rivendicare il lavoro per tutti.
Trieste, 19 settembre 2012
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mercoledì 30 maggio 2012
giovedì 24 maggio 2012
Noi non abbiamo paura!
Rispondiamo, con questo comunicato, alla segnalazione al Piccolo del 23 maggio da parte del compagno Luca Marsi, a nome del Partito Socialista Italiano - Federazione di Trieste, dal titolo "Impieghiamo l'esercito".
Nell'esprimere cordoglio e vicinanza a tutte/i le/gli studentesse/i di Brindisi e alla famiglia di Melissa, i Giovani Comunisti/e di Trieste ritengono che le posizioni espresse dai compagni del PSI triestino sull'uso dell'esercito siano molto gravi.
Condividendo la necessità del ritiro immediato delle truppe dai fronti di guerra, riteniamo inaccettabile l'idea che, in nome della nostra sicurezza, lo Stato impieghi le forze armate sul territorio e davanti alle nostre scuole.
Ad oggi ancora non si sa di chi sia la mano infame dietro al delitto di Brindisi e forse, a guardare la nostra triste storia recente (Piazza Fontana, Brescia, ecc...) non lo sapremo mai.
Sappiamo però una cosa: dal 19 maggio l'attacco alla scuola e ai nostri diritti ha fatto un salto di qualità.
Per anni abbiamo difeso la scuola e l'università pubblica dagli attacchi sempre più duri dei governi, dalle privatizzazioni e dai tagli. Il bilancio di quella lotta non spetta a questo comunicato, ma ci abbiamo provato, con passione, con determinazione, con rabbia.
Oggi, ancora con la rabbia in corpo di chi crede che non si può morire davanti a scuola, crediamo sia giunto il momento per una riflessione seria di quello che sta succedendo in questo paese, e il movimento studentesco deve prendersi le sue responsabilità e rialzare la testa.
Dal 19 maggio, per i padroni e per il governo,il discorso sarà uno: abbiamo bisogno di più poteri per garantire la sicurezza dei cittadini.
Cari padroni, caro governo... non abbiamo bisogno di qualcuno che scelga per noi i nostri nemici. Li conosciamo già! Siete voi, sono le vostre politiche, la vostra crisi, il vostro sistema.
Come non abbiamo mai accettato i padroni e i preti nelle nostre scuole, non accetteremo la polizia e l'esercito. La scuola e l'università sono, e devono rimanere, luoghi liberi di trasmissione e produzione di sapere, socialità e formazione critica!
Noi non abbiamo paura!
Giovani Comuniste/i Trieste
Nell'esprimere cordoglio e vicinanza a tutte/i le/gli studentesse/i di Brindisi e alla famiglia di Melissa, i Giovani Comunisti/e di Trieste ritengono che le posizioni espresse dai compagni del PSI triestino sull'uso dell'esercito siano molto gravi.
Condividendo la necessità del ritiro immediato delle truppe dai fronti di guerra, riteniamo inaccettabile l'idea che, in nome della nostra sicurezza, lo Stato impieghi le forze armate sul territorio e davanti alle nostre scuole.
Ad oggi ancora non si sa di chi sia la mano infame dietro al delitto di Brindisi e forse, a guardare la nostra triste storia recente (Piazza Fontana, Brescia, ecc...) non lo sapremo mai.
Sappiamo però una cosa: dal 19 maggio l'attacco alla scuola e ai nostri diritti ha fatto un salto di qualità.
Per anni abbiamo difeso la scuola e l'università pubblica dagli attacchi sempre più duri dei governi, dalle privatizzazioni e dai tagli. Il bilancio di quella lotta non spetta a questo comunicato, ma ci abbiamo provato, con passione, con determinazione, con rabbia.
Oggi, ancora con la rabbia in corpo di chi crede che non si può morire davanti a scuola, crediamo sia giunto il momento per una riflessione seria di quello che sta succedendo in questo paese, e il movimento studentesco deve prendersi le sue responsabilità e rialzare la testa.
Dal 19 maggio, per i padroni e per il governo,il discorso sarà uno: abbiamo bisogno di più poteri per garantire la sicurezza dei cittadini.
Cari padroni, caro governo... non abbiamo bisogno di qualcuno che scelga per noi i nostri nemici. Li conosciamo già! Siete voi, sono le vostre politiche, la vostra crisi, il vostro sistema.
Come non abbiamo mai accettato i padroni e i preti nelle nostre scuole, non accetteremo la polizia e l'esercito. La scuola e l'università sono, e devono rimanere, luoghi liberi di trasmissione e produzione di sapere, socialità e formazione critica!
Noi non abbiamo paura!
Giovani Comuniste/i Trieste
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venerdì 11 maggio 2012
Boicotta l'INVALSI! I Giovani Comunisti al corteo UDS
I Giovani Comunisti di Trieste aderiscono al corteo NO INVALSI indetto dall'Unione degli Studenti nella giornata di mercoledì 16 maggio (ore 9:00, piazza Goldoni).
Condividiamo pienamente le ragioni della contrarietà ai test Invalsi, e invitiamo tutti/e gli/le studenti/esse di Trieste a boicottare i test, a partecipare ai referendum autogestiti e a partecipare alla manifestazione cittadina.
Dietro ai test Invalsi si celano infatti precisi scopi politici, in continuità con le politiche di distruzione della Scuola Pubblica ( e dell'università) portate avanti dai governi di centro-destra e centro-sinistra in questi ultimi 15 anni.
In un quadro di forte sotto-finanziamento del sistema pubblico d'istruzione, a favore di spese militari e scuole private, i test Invalsi nascondono il fine preciso di dividere le scuole in istituti di serie A e di serie B, premiando poche scuole virtuose e penalizzando le scuole non virtuose (con quali criteri??), introducendo di fatto un meccanismo di selezione di classe nella Scuola Pubblica.
Scuole ben finanziate, aperte sempre più all'influenza dei privati, e con tasse d'istituto sempre più alte per i figli dei ricchi.
Scuole sotto-finanziate, con didattica sempre più carente e strutture fatiscenti, per i figli dei lavoratori.
Un futuro roseo per i primi, una vita di sfruttamento e disoccupazione per gli altri.
Insomma....il coronamento di 15 anni di contro-riforme della scuola, dall'autonomia scolastica, alla riforma Moratti fino alla riforma Gelmini.
La scuola e l'università pubbliche non possono essere sacrificate sull'altare della crisi e dell'austerità!
Difenderemo la scuola pubblica fino all'ultimo, contro le grinfie dei mercati e dei governi loro complici, contro la loro crisi, contro il loro debito, contro il loro sistema.
Vogliamo una scuola pubblica gratuita, laica e di qualità!
Condividiamo pienamente le ragioni della contrarietà ai test Invalsi, e invitiamo tutti/e gli/le studenti/esse di Trieste a boicottare i test, a partecipare ai referendum autogestiti e a partecipare alla manifestazione cittadina.
Dietro ai test Invalsi si celano infatti precisi scopi politici, in continuità con le politiche di distruzione della Scuola Pubblica ( e dell'università) portate avanti dai governi di centro-destra e centro-sinistra in questi ultimi 15 anni.
In un quadro di forte sotto-finanziamento del sistema pubblico d'istruzione, a favore di spese militari e scuole private, i test Invalsi nascondono il fine preciso di dividere le scuole in istituti di serie A e di serie B, premiando poche scuole virtuose e penalizzando le scuole non virtuose (con quali criteri??), introducendo di fatto un meccanismo di selezione di classe nella Scuola Pubblica.
Scuole ben finanziate, aperte sempre più all'influenza dei privati, e con tasse d'istituto sempre più alte per i figli dei ricchi.
Scuole sotto-finanziate, con didattica sempre più carente e strutture fatiscenti, per i figli dei lavoratori.
Un futuro roseo per i primi, una vita di sfruttamento e disoccupazione per gli altri.
Insomma....il coronamento di 15 anni di contro-riforme della scuola, dall'autonomia scolastica, alla riforma Moratti fino alla riforma Gelmini.
La scuola e l'università pubbliche non possono essere sacrificate sull'altare della crisi e dell'austerità!
Difenderemo la scuola pubblica fino all'ultimo, contro le grinfie dei mercati e dei governi loro complici, contro la loro crisi, contro il loro debito, contro il loro sistema.
Vogliamo una scuola pubblica gratuita, laica e di qualità!
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